Dimagrito e con tante critiche per tutti, questo è il Maradona che al Festival di Cannes, con Kusturica, ha presentato il documentario a lui dedicato,”Maradona by Kusturica“. Il “Pibe de oro” ne ha per tutti.
 
Il primo ad essere bersgliato è il presidente della FIGC Matarrese: “Quando li eliminammo dai Mondiali ingoiarono il rospo più grande della storia, perché Matarrese, un altro mafioso, il presidente della Federazione italiana, aveva già concordato la finale: Germania e Italia.
Fu allora che successe quel che successe. Mi accusarono di doping. Poi fecero lo stesso con Caniggia. Però, dopo, nessun altro nel calcio italiano. A parte Maradona e Caniggia, nessuno ha mai preso un’aspirina”.
Il secondo bersaglio sono gli Stati Uniti d’America. L’ex campione del calcio ha le idee molto chiare sulla politica: “Oggi tutti sostengono gli Stati Uniti, io sostengo Cuba. Non mi viene, non ci tengo a far bella figura. Sarebbe facile dire va bene e lasciar stare gli Stati Uniti, ma gli americani hanno lasciato morire gli jugoslavi perché non c’era petrolio, se no sarebbero intervenuti. Hanno ordinato il massacro in Afghanistan e questo mi fa arrabbiare. Assistiamo alla morte della gente in TV e sopra ci lucrano la Fox e la Cnn…Fidel è un grande. Me lo sono anche tatuato”. E ancora: “Nel mio Paese i politici si arricchiscono e non danno niente al popolo. Mi hanno chiesto tante volte di entrare in politica ma ho rifiutato perché non riesco a derubare la gente. Nel tempo il divario fra ricchezza e povertà è aumentato. Non solo in Argentina, ma in Brasile, in Venezuela, a Cuba con l’embargo. Sono Paesi schiacciati dagli Stati Uniti e che non ce la fanno a rialzarsi. Se gli fanno un prestito, poi gli chiedono 10 volte di più”.
Maradona parla senza nessun problema anche di sè: “Se la cocaina è una droga, io sono un drogato. Non sono morto perché…lui, lassù non ha voluto, ma ero morto. Era come se avessi dei globuli neri di sangue che non mi facevano aprire gli occhi. Era una brutta sensazione. Erano globuli neri di sangue che non riuscivo a mettere a posto, nelle loro caselle, per risvegliarmi. Dalma mi racconta che Giannina mi diceva: ‘Papà , non puoi morire. Devi continuare a vivere per stare vicino a me’. Io non sentivo niente. Ero in coma. Ero morto. Il Signore lassù mi disse ancora no. Ancora no. Devi continuare a lottare. Mi sarebbe piaciuto potermi godere Dalma. E che mi fosse venuta a svegliare senza spaventarmi. Ero fatto. Mi sarebbe piaciuto veder crescere le mie figlie. Come le ha viste lei. Io invidio Claudia. Sono molto più bello di lei però la differenza tra noi due è che lei ha vissuto i momenti belli di Dalma e Giannina. Oggi io lo vedo nei filmati che ogni tanto Claudia mi fa vedere. E dico: guarda cosa mi sono perso. Come ho fatto a essere così coglione da perdermi tutto questo? Perché non si può tornare indietro?”. Immancabile la domanda su Pelè che aveva detto che Diego avrebbe dovuto restituire tutti i trofei vinti per la vicenda della cocaina. Decisa e dura la risposta del Pibe de Oro: “Pele? Se non avessi avuto i problemi con la droga, Pelè non sarebbe stato nemmeno il numero due del mondo. È un uomo che parla negoziando, non ha il carisma, non ha dignità . Dovrebbe nei miei confronti tacere e pensare ai suoi di problemi personali”.
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